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Pedagogia Steineriana

 

          La pedagogia steineriana

          L'Educazione

          L'Arte di crescere uomini liberi

          Primo settennio

          Secondo settennio

          Le materie insegnate

          Terzo settennio

          La pedagogia curativa

          Bibliografia










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La pedagogia steineriana


La pedagogia steineriana segue l'allievo dall'asilo alla maturità, lo spirito della pedagogia Steineriana e della metodica Waldorf, scaturisce dall'antroposofia.

I mezzi di trasmissione di conoscenze e sapere sono le immagini, i simboli e i riti, tenendo presenti le varie fasi evolutive del bambino e le manifestazioni specifiche di ogni età, questo metodo aiuta gli educatori a utilizzare strumenti e contenuti che corrispondano alla singolarità di ogni età.

 

Si seguono in linea generale i seguenti metodi:

  • Per stimolare una sana volontà, tipica della prima infanzia, ci si appella all'imitazione e all'esempio
  • Per risvegliare una sana vita di sentimento si scelgono immagini e simboli appropriati
  • Per maturare la vita di pensiero si ricorre alla trasmissione di conoscenze e di rappresentazioni
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    Diventa così evidente che gli strumenti della scienza moderna siano adatti ai ragazzi più grandi. Impegnare il bambino settimana per settimana, mese per mese, in attività che si adeguino alle esigenze delle forme in sviluppo dell'organizzazione umana.

    L'insegnamento in uso nelle scuole Waldorf è il cosiddetto insegnamento a epoche.

    Educazione ed istruzione non devono partire da una qualsiasi conoscenza appresa che poi si mette in pratica, ma devono partire da una convinzione vivente, convinzione che fa degli educatori qualcosa di attivo nell'agire del bambino, che si manifesta nel comportamento esteriore e in profondità nell'anima, come se il maestro fosse soltanto lo strumento attraverso il quale il mondo parla al bambino.

    Ogni educatore sa oggi quanto sia difficile far maturare l'anima del bambino nei confronti degli strati più profondi delle esperienze della vita, quanto sia laboriosa una educazione nella sfera morale. La pedagogia steineriana ci indica, la sfera del sentire e del volere come due sfere accessibili all'educazione non primariamente con rappresentazioni e conoscenze, bensì con immagini, con ritmi, con ripetizioni di gesti e di esperienze di movimento.

     


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    L'Educazione


    Gli uomini hanno bisogno di un rinnovamento decisivo e di un decisivo rafforzamento di tutta la vita spirituale. Il bambino dalla nascita si inserisce nell'ambiente in modo naturale, come essere imitatore, percependo tutti gli stimoli esterni egli plasma in sè, in base alla sua volontà quanto inconsciamente e subcosiamente sperimenta nell'ambiente.

    Gli educatori hanno quindi il compito di agire nell'ambiente del bambino in modo che egli possa diventare, fin dentro i suoi pensieri e i suoi sentimenti, un essere che imita il buono, il vero, il bello, il saggio; il bambino non impara mediante insegnamenti ma per imitazione. Soltanto un ambiente fisico adatto agisce sul bambino in modo che i suoi organi fisici si plasmino nelle giuste forme: gioia e piacere sono le forze che determinano nel modo più giusto le forme fisiche degli organi.

    Tutte le regole e tutti gli insegnamenti artificiali, non possono produrre nulla di buono, tutto ciò che agisce in modo vivo e fresco sull'occhio e sull'orecchio agisce in modo positivo.

    Il maestro, l'educatore stesso è ciò che il bambino, senza spendere molte parole, chiama verità, bellezza, bontà, con quello che il cuore gli rileva.

    Il bambino sperimenta il mondo nel maestro, il mondo nella sua bontà, il mondo nella sua cattiveria, il mondo nella sua bellezza, il mondo nella sua bruttezza, nella sua verità, nella sua menzogna. Educazione morale significa educazione della vita di sentimento e di volontà, uso consapevole di immagini, ritmi, ritualità.
    Solo questo può far capire in che modo l'educazione attraverso la famiglia o gli educatori della scuola sia di fondamentale importanza per seguire la natura del bambino.

     


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    L'Arte di crescere uomini liberi

     

     

     

    La pedagogia Waldorf mira a sviluppare individualità libere, in grado di continuare ad imparare dalla vita. Va in questa direzione cercando di riconoscere, coltivare e portare a manifestazione le potenzialità di ciascun bambino, rispettando i tempi della sua evoluzione fisica e interiore. Il bambino è un essere in divenire e importanti trasformazioni sono in relazione a diverse fasi di sviluppo. Queste sono legate ad un ritmo di settenni. L'approfondita conoscenza dei processi di sviluppo permette all'educatore di coglierli e accompagnarli con interventi pedagogici adeguati.

    Grande importanza hanno le conoscenze su come, parallelamente a importanti mutamenti fisici, si evolvono gradualmente le facoltà dell'animo umano: volere, sentire e pensare. Per un sano sviluppo del bambino è necessario cercare un equilibrio dinamico, in altre parole un "respiro", tra due correnti:

    • Da un lato devono essere educate le capacità di accogliere e comprendere il mondo esterno attraverso un affinamento dei sensi e, successivamente, la conquista di un rigoroso pensiero riflessivo.

    • Dall'altro bisogna curare nel bambino tutto ciò che lo rende attivo: l'attività motoria, la fantasia, l'espressività, la creatività, l'iniziativa. Sono infatti questi ultimi aspetti che nell'epoca contemporanea dominata dalle informazioni, dalle macchine e dalla realtà virtuale, rischiano di venire trascurati; il che può comportare un impoverimento dell'esperienza del bambino e, soprattutto, pregiudicare la formazione di una sana e forte capacità di iniziativa autonoma.

    Si accompagnerà il bambino a sviluppare sempre armonicamente l'attività delle mani, del cuore e della mente. Proprio su questo equilibrio poggerà la sua capacità futura di divenire un uomo libero, fiducioso in se stesso e capace di contribuire allo sviluppo della comunità umana. Ci si rivolge al bambino dedicando pari attenzione sia alla maturazione individuale sia a quella sociale. Questo avviene, per esempio, attraverso l'esperienza del ritmo, con l'alternarsi giornaliero di attività pratiche, creative e che stimolano l'ingegno e attraverso le celebrazioni legate alle festività dell'anno. Viene riconosciuta pari dignità alle materie intellettuali, artistiche e manuali, con la consapevolezza che dita abili producono abilità di pensiero.

    La sana formazione di corpo, anima e spirito è l'intento principale della pedagogia Waldorf.
    L'agile mobilità delle dita è il presupposto della parola.

    Gli educatori eseguono con i bambini giochi ritmici con le dita sulla scia di brevi versi; si imparano le tabelline a passo di marcia o battendo le mani a ritmo. La pittura, il flauto e i lavori manuali, sviluppano al contempo sensibilità artistica e abilità delle dita.

    Gli allievi sono stimolati ad esprimere le loro abilità traendone soddisfazione personale, e ad interessarsi anche a quelle dei compagni, rendendo viva l'esperienza di armonia del gruppo in classe. Se il mondo di domani potrà essere un luogo in cui la pace, i diritti umani, la democrazia, la tolleranza, la multiculturalità avranno maggior spazio di oggi dipenderà in massima parte dall'educazione, ed è proprio agli aspetti sociali che l'educazione Waldorf dedica una particolare attenzione.

     


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    Primo settennio


    La scuola d'infanzia - Nel primo settennio il bambino impara a camminare, a parlare, a pensare e a dire "io" a se stesso; senza l’esempio di altri uomini da imitare il bambino non imparerebbe a crescere nel modo giusto. Non solo i gesti, ma anche i sentimenti delle persone che il bambino ha intorno a sé vengono assorbiti fino a divenire parte del suo essere: è così che apprende le qualità morali che saranno determinanti per il suo futuro.

    In questa fase il bambino va protetto da stimoli troppo intellettuali, ritenuti deleteri, immergendolo in un mondo buono, ricco di fantasia, immagini, gioco e devota meraviglia.

    La sua volontà ed il suo impulso a "fare" vengono sviluppati dai maestri attraverso la proposta di tante attività della vita casalinga o artigianali.

    Lambiente in cui i piccoli si muovono deve essere estremamente curato, arredato con mobili in legno; i giocattoli molto semplici, spesso costruiti dai genitori o dai maestri con materiali naturali, sono essenziali e poco definiti perché la fantasia del bambino possa farli vivere come desidera.

    Latmosfera serena creata dal gioco, le fiabe, la musica, la pittura, il movimento, la semplicità di gesti quotidiani, come la cura delle piante o la preparazione del pane, organizzati ritmicamente nel corso della giornata e della settimana, offrono al bambino il calore e la serenità necessari a nutrire la sua anima.

     


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    Secondo settennio


    La Scuola dell’obbligo (I – VIII Classe) - Nel secondo settennio il bambino ricerca il rapporto con il mondo e con chi lo abita, acquista quindi importanza l’educazione dei sentimenti attraverso l’esperienza del bello.
    Nei primi tre anni di scuola sono fondamentali il ritmo e limmaginazione, che porteranno successivamente al risveglio di un pensiero più logico. Il maestro come autorità amata diventa la porta che si affaccia sul mondo, in una relazione che muterà di pari passo ai mutamenti del bambino.

    Ogni Classe inizia il suo percorso con un maestro che la accompagnerà come figura di riferimento per tutto il ciclo di 8 anni, affiancato, nel corso del tempo, da altri insegnanti specializzati nelle singole materie. Suo compito è presentare le lezioni nel modo più artistico possibile, e armonizzare i vari talenti e temperamenti dei ragazzi in modo da suscitare simpatia, tolleranza e senso sociale. L’insegnamento delle materie segue lo stesso schema per tutto il periodo scolastico: ogni mattina le prime due ore sono dedicate alle materie principali che vengono trattate continuativamente per più settimane, cioè a "epoche", per favorire la concentrazione e l’approfondimento. Questo facilita l’introduzione, in ogni lezione, di altre materie ad essa correlate: drammatizzazione, disegno, poesia...

    Dopo una pausa, ci si dedica alle materie che richiedono un ritmo preciso e una pratica costante: attività artistiche, linguistiche, manuali e motorie in cui il maestro di classe può essere sostituito o affiancato dai maestri di materia.

     


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    Le materie insegnate


    Aritmetica e matematica, così come litaliano, vengono insegnati per tutto il ciclo scolastico, accompagnati da esperienze artistiche e di ritmo adatte ad ogni età specifica, con l’obiettivo di radicare a poco a poco nel bambino e nel ragazzo il piacere di imparare, la fiducia nella comprensione, la capacità logica e il coraggio critico.

    Le lingue straniere vengono introdotte fin dai primi anni in quanto l’impulso all’imitazione tipico di questa età del bambino consente una maggiore facilità di apprendimento. All’inizio l’insegnamento passa attraverso la ripetizione di filastrocche e canzoncine, per poi arrivare all’introduzione degli aspetti linguistici e grammaticali nelle classi successive.

    La storia si affronta nei primi tre anni tramite fiabe, leggende e racconti dall’Antico Testamento. In IV Classe si passa alla mitologia nordica, in V alle prime culture orientali, fino ad arrivare ai Greci e ai Romani in VI Classe, al Medioevo e al Rinascimento in VII, passando poi alla Rivoluzione Francese e alla storia fino al XX secolo in VIII Classe.

    La geografia, a sua volta, segue un percorso che passa dall’osservazione della natura ad un approfondimento graduale che, in IV Classe, diventa più vicino al territorio in cui si vive, si espande in V studiando i popoli e i territori lontani per risvegliare un sentimento di fraternità e diventa più scientifico e antropologico dalla VI fino all’VIII Classe.

    Le scienze mantengono un connotato immaginativo legato al mondo della natura fino alla III Classe. Dalla IV Classe si iniziano a studiare antropologia e zoologia, dalla V botanica, dalla VI geologia e fisica. In VII si aggiungono astronomia, chimica e scienza della nutrizione ed in VIII meteorologia, rispondendo così alla necessità profonda dei preadolescenti di accostarsi al mondo e alle sue leggi anche attraverso l’esercizio di un pensiero logico-razionale autonomo.

    I lavori manuali sono materia di esercitazione permanente fino alle superiori, a iniziare dal lavoro al telaio, ai ferri e all’uncinetto per i bambini e le bambine, fino a trasformarsi in attività di ricamo, cucito e realizzazione di costumi per le recite.

    Il disegno di forme avvicina i bambini alla geometria prima ancora che sappiano usare la riga e il compasso: il bambino di I Classe traccia una forma sul foglio dopo averla prima sperimentata con il movimento del corpo. In III Classe si introduce la simmetria, in IV si sperimentano le forme più complesse della natura, in V ci si avvicina alla geometria vera e propria che verrà poi studiata dal punto di vista logico, matematico e volumetrico in VI, VII e VIII Classe.

     


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    Terzo settennio

     

     

    La scuola superiore (IX – XIII Classe) - Alle soglie della pubertà il ragazzo manifesta nuovi bisogni di conoscenza e di relazione, i suoi pensieri e le sue esperienze lo orientano verso ciò che gli appare come un ideale da raggiungere: il sapere del maestro, la chiarezza del pensatore o l’opera, la capacità creativa dell’artista. Gli stati danimo delladolescente oscillano tra mille contrasti e contraddizioni: i ragazzi anelano all’autonomia e alla libertà ma ancora non hanno conquistato la loro sicurezza interiore. Hanno sete di sapere, di trovare risposte agli interrogativi sulla vita e sul mondo attivando il loro pensiero.

    Per dare risposte agli interessi più profondi degli adolescenti, un gruppo di insegnanti maggiormente specializzati sostituisce il maestro di Classe nel guidarli e nellindirizzare in modo responsabile le loro forze individuali e la loro autonomia di giudizio. Grande importanza acquista l’approfondimento delle materie scientifiche che stimolano l’esercizio dell’osservazione diretta del mondo e del pensiero logico-razionale: fisica, chimica, biologia, topografia, economia, forestazione, e così via, vengono affrontate in modo sperimentale e vivo.

    Lo studio delle materie umanistiche ha il compito di educare ad un atteggiamento oggettivo rispetto alle emozioni, al superamento di simpatie ed antipatie grazie a solide basi conoscitive. Parsifal e la sua ricerca sono il simbolo di questo periodo.

    Le materie artistiche continuano ad affiancare le altre, aumentando di numero.

    Disegno in chiaroscuro, battitura del rame, forgia, tessitura, cartonaggio, legatoria, scultura del legno e del marmo si aggiungono infatti a musica, pittura, euritmia, recitazione, modellaggio della creta e falegnameria.

    Il teatro mantiene un ruolo rilevante nel corso di studi superiori: allestire un lavoro teatrale aiuta la maturazione personale e sociale degli allievi.

    Grande valore per la formazione della personalità hanno anche alcuni stage pratici, della durata di una o due settimane, in cui l’intera classe è impegnata nelle attività di agricoltura, forestazione e agrimensura.

    Infine altre due esperienze caratterizzano il piano di studi:

  • Il lavoro finale - è un lavoro individuale che ciascun allievo svolge su un tema da lui scelto e che presenterà in pubblico, sotto forma di conferenza. È una sorta di tesi, costituita da una parte teorica ed una pratica-manuale, sviluppata con il supporto di un insegnante relatore.
  • Il Prakticum sociale - è invece un’esperienza che si svolge nell’ultimo anno, e che impegna i ragazzi per due o tre settimane in un’attività lavorativa a fini sociali, in Italia o all’estero.
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    La pedagogia curativa


    La Pedagogia Curativa Antroposofica fu fondata nel 1924 secondo gli impulsi dati da Rudolf Steiner. Essa si fonda sulla medicina ampliata e su un'antropologia elaborata dalle conoscenze della "scienza dello spirito" (antroposofia).

    Nelle sue esposizioni a coloro che si dedicavano alla Pedagogia Curativa, Rudolf Steiner parlò di bambini e adulti bisognosi di cure dell'anima: l'essere umano viene colto nella sua unicità individuale che, trovandosi in difficoltà ad esprimere se stessa tramite un corpo fisico non correttamente sviluppato, ha bisogno di un sostegno esterno per portare ad espressione le proprie potenzialità.

    Individualità meravigliose e particolari possono celarsi dietro lo specchio appannato di un deficit corporeo o mentale: sta all'amore del pedagogo nel sapersi avvicinare con un atteggiamento creativo ed artistico, al calore dell'anima che si saprà sviluppare nella famiglia e nell'ambiente sociale che circonda tali individualità, la chiave per velare il mistero di queste esistenze.

    Strutturazione di attività di gruppo, piccole rappresentazioni teatrali, manifestazioni musicali consentono al bambino di sviluppare le sue particolari doti nella comunità.

    Famiglia medico ed educatori formano una triade che può portare a uno sviluppo risanatore del bambino. Entro lo svolgersi della giornata scolastica i bambini vengono accompagnati in modo da rendarsi indipendenti anche nelle necessità quitidiane: allacciarsi le scarpe, andare al bagno, lavarsi, mangiare, riordinare e altre cose simili sono attività che vengono particolarmente esercitare insieme ai bambini.


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    Bibliografia:
    Evans M. Rodger I. "Medicina Antroposofica" - Ed. Red
    Steiner R. "Educazione del Bambino e Preparazione agli educatori" Ed. Antroposofica Milano
    altre Fonti
    www.rudolfsteiner.it



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