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MOXA (Moxibustione)

 

            Cos'è la Moxa

            Quando può essere d'aiuto la Moxa

            Storia e sviluppo

            Tecniche di Moxa

            Moxa diretta

            Moxa indiretta

            Tecniche con i sigari

            Cauterizzazione calda

            Cauterizzazione moderata

            Effetti della Moxibustione

            Effetti fisiologici

            Fumigazione del bastoncino di Moxa

            Moxa in GRAVIDANZA

 


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Cos'č la Moxa

 

La moxa è una tecniche antica usata in medicina tradizionale cinese e consiste nell’utilizzo di un bastoncino di artemisia bruciato ad un’estremità da avvicinare ai punti energetici dei meridiani del corpo seconda del tipo di intervento da fare.Il bastoncino riscaldato di artemisia avvicinato alla cute attiva i punti dei meridiani dell’agopuntura in modo terapeutico.

 


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Quando puņ essere d'aiuto la Moxa

 

La Moxibustione può essere d'aiuto per riequilibrare stati di stasi e blocchi nell'organismo.
Il calore nei punti energetici specifici riattiva la circolazione e sblocca situazioni di disturbo.
A titolo puramente sommario alcuni disturbi in cui é utile la pratica Moxa

  • Dolori reumatici
  • Dolori alla schiena
  • Dolore alla spalla
  • Blocchi articolari
  • Sindrom influenzali
  • Malattie da raffreddamento
  • Dolori addominali
  • Crampi e coliche  addominali
  • Debolezza/Stanchezza/Astenia
  • Sonno disturbato/Insonnia
  • Dolori mestruali
  • Eczemi
  • Prurito
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    Storia e sviluppo

     


    Le proprietà terapeutiche del calore sono note sin dai tempi più lontani, basti pensare al senso di benessere causato dal calore del sole prima ancora che si scoprisse il fuoco. In società primitive le persone che si scaldavano col fuoco scoprirono per caso che, applicando calore alla regione addominale potevano attenuare i sintomi del dolore o la sensazione di tensione o pienezza. Nacque così la moxibustione come applicazione ad una zona del corpo con lo scopo di curare una malattia. Successivamente questa pratica venne integrata nella MTC che comprende anche l'uso di aghi e di erbe, dietetica e ginnastica. La parola moxa ha derivazione giapponese “moe kusa” che vuol dire “erba che brucia”, la sua origine è antecedente all'agopuntura ma il suo sviluppo parallelo, l'erba utilizzata è l'Artemisia Vulgaris.  

     


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    Tecniche di Moxa

     

    Ci sono fondamentalmente due tipi di moxa, quella diretta che puo' lasciare marchi e quella indiretta che non lascia marchi. 

     


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    Moxa diretta

     

    Questo metodo comporta l'uso di coni di moxa direttamente sulla superficie della pelle. Il cono è formato da una piccola quantità di lana di moxa arrotolata. La quantità di lana è detta ZHUAN che è l'unità di misura del tempo per bruciare. I coni piccoli producono meno calore e sono adatti a vecchi e bambini. I coni più grandi sono adatti a costituzioni forti e occorre uno stimolo più forte. Chi applica la moxa deve avere facilità di accesso ai punti da trattare e la posizione del paziente deve essere tale da garantire la stabilità dei conetti stessi in modo che non corra il rischio di cadere su zone particolarmente delicate. La zona su cui viene acceso il cono può essere leggermente inumidita in modo da favorirne l'adesione. Il cono viene acceso all'estremità con un bastoncino verde di moxa e lo si lascia bruciare in direzione della pelle. La durata della combustione varia a seconda che si tratti di moxa col marchio o senza. Nella tecnica vescicante o col marchio si applica moxa e si lascia bruciare fino alla pelle, dopo 6/8 applicazioni si formerà una bolla o vescicola, sarà necessario detergerla e spalmarla di calendula officinalis se subentra il pus, pulire quotidianamente la ferita con tintura di calendula e applicare l'unguento sempre alla calendula fino a che non si ottiene la guarigione. Nella moxa diretta senza marchio si lascia bruciare il cono fino a che la persona non avverte un dolore insopportabile che segnala il momento in cui il cono deve essere tolto. La quantità di coni da applicare su un punto e la sua grandezza dipendono dalla malattia, dalla zona di applicazione, dall'età, dalle condizioni generali della persona e da un suo livello di tolleranza al calore. 

     


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    Moxa indiretta

     

    In questa tecnica la lana non è a contatto diretto con la pelle e viene fatta sia con i sigari che con i coni. Con i coni si pone il conetto sopra una fettina sottile di vegetali e lo stimolo è diverso a seconda della sostanza usata. Per esempio se si usa lo zenzero la fettina dovrà essere bucherellata, quando il calore del conetto si trasforma in dolore rimuovere il tutto e a dolore diminuito riproporre fino a che il paziente comincia a sudare. Nel caso della fettina d'aglio si lascia il conetto anche in presenza di dolore. L'aglio viene usato in caso di ascesso o di pustole purulente poiché ha proprietà disinfettanti . 
    Se la zona delle pustole è vasta inumidirla prima della moxa con aglio spremuto. Altri esempi sono su compressa di fagioli (composto di fagioli, aglio,zenzero,sale,cipolla), su compresse di aconito (composto di aconito macinato, acqua, e altre erbe), su sale all'interno dell'ombellico (ottimo per diarrea), su argilla (ottimo per eczema), L'abbinamento delle erbe sotto i conetti serve per rinforzare l'effetto terapeutico della pianta. Per attenuare l'effetto si può mettere sulla pelle una garza e sopra il vegetale col conetto. 

     


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    Tecniche con i sigari

     

     

    I sigari di moxa sono i più adatti per le tecniche di tonificazione, si possono utilizzare anche su zone difficilmente accessibili come la cute e tra i capelli e il loro utilizzo permette al paziente di essere trattato in qualsiasi posizione. Si accende l'estremità del sigaro e di tanto in tanto è necessario togliere la cenere incandescente che si forma per evitare che cada sulla pelle. Ci sono 4 metodi di applicazione. 

     

     


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    Cauterizzazione calda:

     

    si usa per sedare e consiste nel portare gradualmente il sigaro al punto fino ad una distanza di 0,5 — 1 cun per 5/10 minuti. Il paziente deve sentire un calore piacevole e non bruciare. 

     


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    Cauterizzazione moderata:

    è una tipologia indicata per tutti i tipi di trattamenti , si mantiene il sigaro ad una distanza di circa 3 cm dal punto da trattare, se ben sopportato mantenere il calore per almeno 10 minuti, fino a che la cute non diviene leggermente rosata. 

     


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    Effetti della Moxibustione

     

    Nonostante i molti secoli in cui la moxibustione sia stata efficacemente utilizzata per curare diverse malattie pochi progressi sono stati fatti per fornire risposte esaurienti circa i meccanismi della sua efficacia. Alcune risposte sono arrivate dalla neurofisiologia occidentale. Sebbene l'esperienza ha dimostrato l'efficacia dell'utilizzo di alcuni punti tuttavia non esiste ancora una spiegazione fisiologica che ne giustifichi gli effetti, esiste solo la correlazione secondo teorie orientali per cui lo scopo della moxa è quello di regolare, tramite azione sui punti, la circolazione energetica dei meridiani e quindi le funzioni fisiologiche del corpo umano.   

     

     


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    Effetti fisiologici

     

    La risposta più comune è quella data in modo naturale dalla pelle sottoposta ad una qualsiasi applicazione di fonte di calore, ossia una momentanea vaso-costrizione seguita da una vaso-dilatazione. L'applicazione di calore stimolerà la pelle a produrre tossine tessutali che hanno un effetto controirritante, ecco perché la moxa è utile per ferite con suppurazione. Un'altra risposta è il concetto della “Sindrome generale di adattamento” secondo cui uno stimolo (moxa) attiva sul corpo un segnale d'allarme che porta il sistema nervoso a stimolare una produzione di ormoni mineral/cortico/surrenali che a loro volta provocano la produzione di una sostanza che ha effetto protettivo sui tessuti. Ad ogni applicazione di moxa si attiva questo meccanismo che a livello endoteliale aumenta la risposta immunitaria. 

     


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    Fumigazione del bastoncino di Moxa

     

    Bruciare moxa serve anche come insetticida perché si liberano olii volatili con effetto anti-batterico. 

     


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    Moxa in GRAVIDANZA

     

     

    In caso di posizione podalica del feto, per aiutare il bambino a girarsi ed assumere la posizione cefalica ideale per il parto, può essere effettuata la moxibustione alla futura mamma.

    La Moxa si effettua sul punto del meridiano della vescica che è collegato con l’utero e stimolarlo induce il piccolo a muoversi e a mettersi a testa in giù.

    La tecnica può essere praticata senza controindicazioni fino a che il bambino effettua il capovolgimento. Il buon esito di questa pratica permette di evitare il parto cesareo quando imposto dalla posizione podalica del feto.

     


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